HUMUS ROMANESCO

 

" La canzone popolare, il jazz europeo, lontani echi arabo andalusi."



 Humus RomanescoDal XIII sec. fino ad oggi, brani originali dedicati a una Roma contemporanea si mescolano alla tradizione più raffinata e poetica della canzone dialettale.
Il canto e gli strumenti, attraverso arrangiamenti che lasciano spazio all’ invenzione e alla elaborazione estemporanea, offrono nuove sonorità a grandi canzoni del passato come “La Stringa”, “Tutte Le Notti In Sogno”, “Nina, si voi dormite“.
I testi e le musiche di Riccardo Manzi si riferiscono a personaggi o avvenimenti fondamentali nella storia della città, come il brano dedicato a Settimia Spizzichino, unica donna sopavvissuta alla deportazione del Ghetto di Roma dell’ottobre 1943. “Inverno a Roma” scritto in forma di sonetto per una storia d’amore e d‘attesa
.

 

 

La cosa che mi ha colpito nella tua voce è una grazia “colta” completamente rimossa, anzi negata, dalla vulgata contemporanea. Ormai il romano è sintomo solo di tremenda aggressività e volgarità, come se la città – peraltro magnifica – avesse saputo produrre solo la figura araldica del “coatto” o del principe romano assistente al soglio pontificio, erede di cavallari e banditi della palude. Ascoltandoti ho pensato che Trilussa doveva avere una voce così. E anche il Belli. Insomma i romani “studiati”, colti e pieni d’ironia e di una certa sorniona affettuosità.

Nella Roma di oggi non c’è mai il dolore, solo un rancore sordo e invidioso. Trovo molto importante il lavoro che stai facendo, ti auguro davvero ogni possibile fortuna.

Grazie di avermi fatto ritrovare questa città immaginaria, visibile solo all’oriundo che l’ha tanto fantasticata prima di conoscerla e l’ama come un fidanzato che se l’è scelta (malgrado i continui tradimenti) e non come il figlio che se la ritrova.

marco tullio giordana

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Ogni canzone ha un’immagine di riferimento scelta fra gli scatti di Pablo Dotta, regista/fotografo originario di Montevideo, con una importante storia professionale divisa tra Uruguay, Costa Rica, Cuba. Da qualche anno residente in Italia, ha dedicato un reportage fotografico alla città di Roma cogliendone gli aspetti più profondi e ironici, come soltanto l’occhio di un “estraneo” può fare.

Sinnò me moro

 

Tutte le notti in sogno

 

Gli Anni Derubati

me&rivieraweb

Riccardo Manzi:  voce, chitarre, bouzouki, oud, mandolino

Andrea Marcelli:  batteria

Alessandro Gwis: piano, synth

Pierpaolo Ranieri: contrabasso

Pasquale Laino: sax

Francesca Agostini: flauto

 

guest: Luca D'Aversa voce

            Michele Anselmi  dobro